Direttiva Case Green: Scadenza 29 Maggio Superata, Cosa Succede Ora all’Italia
Il 29 maggio 2026 era la scadenza entro cui l’Italia avrebbe dovuto recepire la Direttiva Europea sulle Case Green (EPBD). La scadenza è passata senza che il recepimento fosse completato, e ora il Paese si trova sotto procedura di infrazione da parte della Commissione Europea. Cosa significa concretamente per i proprietari di immobili italiani?
La Situazione Attuale
L’Italia è l’unico grande paese europeo a non aver ancora completato il recepimento della direttiva. La procedura di infrazione comporta potenziali sanzioni economiche a carico dello Stato, ma non si traduce immediatamente in obblighi diretti per i singoli proprietari. Tuttavia, la direzione è chiara: il miglioramento della classe energetica degli immobili è inevitabile.
Cosa Prevede la Direttiva
La direttiva EPBD fissa obiettivi progressivi: entro il 2030, tutti gli edifici residenziali dovranno raggiungere almeno la classe energetica E, e successivamente la classe D entro il 2033. Gli edifici con le prestazioni peggiori (classi F e G) saranno i primi ad essere interessati da eventuali restrizioni alla compravendita o all’affitto.
Perché Conviene Adeguarsi Ora
Indipendentemente dagli obblighi, migliorare la classe energetica del proprio immobile è una scelta economicamente intelligente: riduce le bollette, aumenta il valore di mercato e rende l’immobile più attrattivo per acquirenti e inquilini. Con i bonus edilizi ancora disponibili (Ecobonus, Conto Termico), parte dei costi può essere recuperata.
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