Canone concordato: Tutto quello che c’è da sapere!

Canone concordato: Tutto quello che c’è da sapere!

Se sei tra coloro che dispongono di un immobile da poter affittare, sicuramente ti starai chiedendo come poter far fruttare al meglio questo bene.

Fra le possibilità per chi vuole affittare una casa forse la più conveniente (sia per te che per il tuo inquilino) è la formula del canone concordato.

In questo articolo cercheremo di spiegare cos’è il canone concordato e perché potrebbe essere una scelta vantaggiosa.

Canone concordato: Cos’é?

Questo tipo di formula per i contratti di locazione è stata introdotta nel nostro sistema immobiliare a fine anni 90 del secolo scorso con la legge n. 431/1998.

Tale legge prevedeva che, a differenza dei contratti a formula libera, con il canone concordato il proprietario di casa stabilisse il canone di affitto sulla base di un “accordo” tra le organizzazioni delle proprietà edilizie e delle organizzazioni di proprietari. Questo accordo è chiamato “accordo locale” e varia da comune a comune ed è facilmente reperibile sul sito del proprio comune.

Un’altra sostanziale differenza del contratto a canone concordato riguarda la durata del contratto stesso. Si passa da un classico 4+4 ad una formula 3+2. Al termine dei 5 anni il proprietario e l’inquilino possono concordare una modifica nella formula contrattuale. Per farlo è necessario comunicare ad una delle parti la propria intenzione tramite raccomandata almeno 6 mesi prima della data di scadenza del contratto.

Se tutto ciò non avviene il contratto si rinnoverà automaticamente per altri 2 anni.

Va bene, ma se sei proprietario di casa a questo punto potresti chiederti: cosa significa nel pratico tutto questo?

Significa che non potrai decidere da te quale sarà il canone da far pagare al tuo inquilino ma dovrai fissarlo in base all’accordo locale de tuo comune. La definizione del canone dovrà considerare ovviamente la metratura dell’appartamento ma anche tutti gli annessi, come per esempio il giardino, il terrazzo, la presenza di un ascensore ecc…

Una volta fatto questo calcolo la cifra deve, per forza di cose, essere attestata da una delle associazioni rappresentative di categoria.

Se il tuo contratto d’affitto non è assistito dalle associazioni rappresentative di categoria, sarà necessario chiedere alle organizzazione firmatarie degli accordi locali un’attestazione specifica. Senza questa non si potrà usufruire delle agevolazioni previste dall’Agenzia delle Entrate.

Canone concordato: Perché conviene?

Il canone concordato conviene per diverse motivazioni:

  • Si può usufruire della cedolare secca con tassazione al 10%.
  • Se si rimane in regime Irpef la base imponibile per il calcolo delle imposte è ridotta del 30%.
  • Si pagherà un’imposta di registro del 2%, ma il reddito da locazione da dichiarare sarà il 70% del totale percepito.
  • Per IMU e TASI sono previste 2 tipologie di agevolazioni. Una di carattere nazionale che vedrà il tuo imponibile scendere del 25%. La seconda è a discrezione dei singoli comuni che hanno la facoltà di abbassare ulteriormente l’aliquota prevista.

Canone concordato: Gli inquilini.

Anche gli inquilini posso trarre un vantaggio da questa formula di contratto. Difatti possono contare su una detrazione fiscale. Di seguito le specifiche:

  • Detrazione di 495,80 euro se il reddito complessivo non supera 15.493,71 euro;
  • Detrazione di 247,90 euro se il reddito complessivo è superiore a 15.493,71 euro ma non a 30.987,41 euro.

Non dimenticare di visitare il nostro sito e le nostre pagine social. Puoi trovare tante altre notizie interessanti.

Lo staff di Abitare Immobilservice

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.